Pesce fresco per ammorbidire i controlli fiscali

Del buon pesce fresco per far contenti gli amici a cena; un bel cappotto di cachemire (perché anche in Puglia fa freddo); un pranzetto cucinato a puntino gentilmente offerto dal contribuente: sono commendevoli le premure che i verificati avevano verso i funzionari (infedeli) dell’Agenzia delle Entrate di Ostuni, nel leccese, certo mosse dalla precipua volontà di sostenere un lavoro che, si sa, è duro e spesso ingrato.

Incredibile, dunque, l’ordinanza di qualche giorno fa della Corte di Cassazione che – chiamata a convalidare una decisione del Tribunale di Lecce – ha disposto che uno di questi funzionari rimanga in cella per concussione.

Scandaloso: il solerte verificatore, brav’uomo di mezz’età, nato e residente da sempre a Ostuni, a tutti è noto come “l’avvocato” perché, da giovane, si è laureato a Giurisprudenza. E, per l’esercizio del suo ufficio, non si faceva scrupolo a raggiungere anche Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove (forse in cambio di orecchiette e cavatelli, dicono i maligni) si preoccupava di ammorbidire i controlli dell’Agenzia.

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1 Commento

  1. Stupendo! Condivido subito!

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