400mila euro all’anno per la villa del presidente “anti-povertà” dell’Onu

L’uomo nella foto si chiama Kanayo Felix Nwanze, ed è il neo-presidente dell’Ifad, l’agenzia delle Nazioni Unite costituita nel 1977 con lo scopo di combattere la povertà rurale nei Paesi in via di sviluppo.

L’avvocato Nwanze era stato ben accolto al momento del suo insediamento, primo presidente dell’agenzia arrivato dall’interno dell’organizzazione. Ora, invece, sempre di più il suo stile di vita è censurato dai dirigenti e dai funzionari dell’Ifad. Passi per i pranzi di lavoro al ristorante La Rosetta, al Pantheon. Passino anche le trasferte al Raffles di Singapore. Ma la sua villa romana è parsa veramente uno schiaffo alle popolazioni povere che la sua agenzia dovrebbe aiutare.

Ne ha parlato Italian insider, un periodico in lingua inglese pubblicato a Roma, che ha raccolto la testimonianza di un alto funzionario dell’agenzia, che chiaramente ha chiesto di restare anonimo.

Nwanze abita in una villa su tre piani in un tratto residenziale dell’Appia antica, a Roma. Basolato romano, alberi centenari, aria bucolico-chic, alto muro di cinta, ingresso costituito da un viale di pini e cipressi, rovine romane che fanno sempre la loro porca figura, una piscina, un campetto da calcio, uno da pallacanestro, un garage nel quale trovano ricovero due Bmw (una berlina e un fuoristrada), una palestra attrezzata.

Secondo la fonte dell’Italian insider, che per l’Ifad si occupa di contabilità e bilanci, l’immobile e i suoi annessi costerebbero all’agenzia qualcosa come 400mila euro all’anno. Cui debbono aggiungersi quasi 200mila euro per il servizio di scorta del presidente, la cui retribuzione si aggira sui 215mila euro.

Amaro il commento del funzionario:

Io vado in giro per il mondo a prestare 25 dollari ai contadini per comperare qualche pollo, cambiando loro la vita, mentre quest’uomo sperpera milioni.

Poco convincente è parsa la rettifica di Farhana Haque Rahman, portavoce dell’agenzia, secondo cui le cifre pubblicate “non sono esatte”. Ma – alla richiesta di fornire i dati corretti – la risposta è stata disarmante: “Non intendiamo rilasciare altre dichiarazioni”. E sia.

Così… magari mi sbaglierò, magari sarò troppo cattivo, magari le cose non staranno come riferito dal periodico ma tutto fa pensare che l’agenzia abbia migliorato il tenore di vita di almeno un africano: lo “zar” anti-povertà dell’Onu.

Annunci

3 commenti

  1. Federica Rinaldi

    What is the essence of this publication?

  2. bluesy

    Mi sembrava che anche l’attuale capo della FAO vivesse in una villa sull’Appia antica. Perchè non vi sono indagini anche su quello?

  3. A me l’essenza dell’articolo pare evidente. Parla di ipocrisie, sprechi, eterogenesi dei fini.
    Magari anche alla FAO ci sono scandali analoghi. Non appena ne avrò notizia non avrò problemi a farla rimbalzare da qui, per quello che questo blog può significare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: