Se non ora, quando? Rita Bernardini non è scesa in piazza

Se non ora, quando? Rita Bernardini non è scesa in piazzaOggi molte piazze si sono colorate di rosa. E a tratti di rosso. Una manifestazione che ha coinvolto tante donne (e qualche uomo).

Non è scesa in piazza Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle liste del Pd.

A riguardo, la Bernardini ha dichiarato:

Semplicemente non mi rispecchio con quel manifesto intriso di richiami alla dignità della donna come se fosse stata violata solo in questo periodo. I problemi della donna non sono quelli si stanno raccontando in questi giorni. Le possibilità di lavoro che non ci sono. Siamo agli ultimi posti in Europa per livelli di occupazione femminile e non perché siamo disoccupate ma inoccupate. Le donne in Italia non cercano lavoro non perché vogliono fare le mantenute, ma perché sono costrette a svolgere lavori non retribuiti, quelli domestici. Senza asili e strutture di assistenza per anziani e disabili, loro lavorano, ma gratis. E purtroppo per questi problemi non si scende in piazza.

Ci sono ancora tante battaglie da fare, ma non il sexgate. In piazza io scenderei per il miglioramento della legge sull’aborto, per il divorzio breve, per la fecondazione medicalmente assistita, per la riforma del diritto di famiglia che comprenda anche le coppie di fatto. E invece queste cose spariscono davanti alla morale.

In piazza domenica 13 febbraio ci saranno sicuramente anche persone in buona fede che ci credono, che manifestano perché vogliono più diritti, ma mi preoccupa chi vuole strumentalizzare questa protesta.
Mi chiedo perché non si sia scesi in piazza per l’adeguamento del diritto di famiglia che è fermo al 1975. Perché la proposta di legge fatta dai radicali non è ancora stata calendarizzata dal Pd che ha il compito di fare le proposte.
Il Pd si sta spendendo molto in questa battaglia e non è la prima volta. Già nel luglio 2009 ai tempi del caso Noemi ci fu un appello delle deputate del Pd che chiesero a Berlusconi di venire in aula per chiedere scusa alle donne. Non ho aderito allora e non lo farò ora. Non è certo questo ciò che dovremmo rimproverare al governo. Dovremmo piuttosto rimproverargli che non c’è alcuna corrispondenza tra le leggi che propone e i suoi comportamenti fuori dal Parlamento. E a dargli una mano c’è il Pd che certo non si azzarda a dire una parola su temi come le coppie di fatto e il testamento biologico. In Italia quando si parla di sesso perdono tutti la testa.

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