Bisogna per forza tornare a crescere

Bisogna per forza tornare a crescere - Carlo Antonelli - Wired settembre 2011Bisogna per forza tornare a crescere. Che sensazione strana. A leggere i commenti sul commissariamento europeo della crisi italiana, sembrerebbe proprio il caso. Scegliamone due.

Dubito che gli italiani siano davvero in grado di affrontare la sfida di questo momento critico. Perché non hanno – non abbiamo – più il fisico e lo spirito critico di una volta. Perché oggi essere familisti, localisti, individualisti – e furbi – non costituisce una risorsa, ma un limite. Perché l’abbondanza di senso cinico e la povertà di senso civico è un limite.

(Ilvo Diamanti, “L’arte di arrangiarsi non ci salverà“, la Repubblica)

Un’impresa come quella oggi richiesta all’Italia potrebbe tentarla solo una classe dirigente credibile. Dove per credibile non intendo solo un po’ meno corrotta e squassata dagli scandali, ma soprattutto più lucida, più unita, più coraggiosa, meno ossessionata dalla ricerca del consenso a breve termine.

Luca Ricolfi, “Un paese senza“, La Stampa)

Come formare allora questa classe che non c’è da nessuna parte? Come convincere masse intere di infanti di 50 e 60 anni (per non parlare di quelli di 70 e 80) a diventare gli adulti responsabili che hanno fatto di tutto per non essere? Impossibile. La crisi italiana (e non solo) richiede un’operazione radicale, di lunghissimo termine, che parte dall’educazione degli attuali bambini nazionali, nel tentativo di formare così i cittadini che si occuperanno del paese tra vent’anni. Troppo estremo? Non credo, perché proprio dalle radici va estirpata la malattia dolciastra che ha  beccato tutti, e che nulla – nemmeno quest’ultimo disastro – potrà cambiare nel profondo.

Occorre sradicare il familismo, specie ora che la famiglia tradizionale ha almeno una decina di modelli nuovi, sperimentali, a partire dalla comunità etero dei plurimatrimoniati per arrivare alle coppie monosesso con prole. Occorre disegnare dalle fondamenta una società complessa in grado di formare individui dotati del piacere profondo, adulto, della responsabilità individuale e collettiva -su questo va assolutamente letto il saggio di Massimo Recalcati, Cosa resta del padre?, uscito da poco- e quindi in possesso dell’umiltà necessaria per essere pronti ad imparare per tutta la vita.

[…] occorre […] sgobbare duro. Tutti quanti, grandi e piccini. Suona la campana. La lunga ricreazione è finita.

(Carlo Antonelli, Wired, settembre 2011)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: