Le leggi della stupidità, secondo Carlo M. Cipolla

  1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
  3. Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
  4. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
  5. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Carlo M. Cipolla è nato a Pavia nel 1922 e vi è morto nel 2000, ed è stato uno dei giganti della storia dell’economia. Quella “M.” non sta per “Maria” (come è scritto anche su Wikipedia): in realtà è l’iniziale che, forse arbitrariamente, l’autore di Vele e cannoni e di Miasmi e umori si inventò per riempire la casella middle name”, quando compilò i moduli per iscriversi all’Università di Berkley.

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